16 novembre 2015

Italian Corner #10 Eva e l'assoluto, Michela Belli

Buon pomeriggio cari divoratori, eccoci con una nuova puntata della nostra rubrica dedicata agli autori italiani. Oggi questo piccolo spazio sarà dedicato a Michela Belli, autrice di Eva e l'assoluto, libro di cui ho sentito spesso parlare nella blogosfera.
Italian corner è una rubrica dedicata agli autori italiani.
Maggiori informazioni qui.

Chi è Michela? 
Michela Belli è nata a Napoli il 21 giugno 1982.
E' laureata in lingue e letterature dell'Europa e delle Americhe presso l'Istituto Orientale di Napoli.
L'accompagnano da sempre una passione sfrenata per Virginia Woolf e Vasco Rossi.
Attualmente vive a Follonica, Maremma Toscana, dove gestisce un hotel con la sua famiglia. Vive un felice matrimonio ed è la mamma orgogliosa e perdutamente innamorata di Virginia.
“Caffè, caffè, caffè”, blatero frettolosa con lo sguardo a metà tra lo spiritato e l’implorazione.
L’uomo al di là del bancone, nei suoi jeans consumati, è Gabriele. Mi guarda con quel suo tipico sguardo di disapprovazione che, Dio quanto mi fa morire; be’ certo non gliel’ho mai detto, insomma lui è Gaby, mi conosce da sempre, mi conosce da tutta una vita.

Lui sa tutto di me. Sa come e quante volte io abbia mentito a mia madre circa i nostri campeggi, sa tutto di come Marco Altieri, mi abbia fatto perdere la verginità, sui sedili posteriori della sua vecchia auto e sa, soprattutto sa, quanto io desideri ardentemente rimanere presente nella sua vita senza sentir calare il gelo tra di noi, senza che l’ombra del sesso rovini tutto quanto di stupendo esista tra di noi: la sintonia, la perfetta armonia di cui godono le nostre menti.
Di cosa parla Eva e l'assoluto?
E' la storia di una ragazza come tante. Eva è concentrata sugli estremi in ogni aspetto della sua vita, non riesce a vedere le sfumature. Probabilmente è la sua età che non le consente di farlo. Ama scrivere, ma non riesce a farsi pubblicare e si accontenta di lavorare in una casa editrice di provincia, di quelle a pagamento, quelle che gli autori odiano e comunque contattano per disperazione. Soffre per il suo rapporto con il padre, perché si sente sempre criticata da lui. Ad un occhio un po' più adulto invece, sarà facile constatare che lei, semplicemente, non lo capisce.
E' un romanzo di chick lit e, come tale, ripercorre tutte le sue caratteristiche. La nostra Eva infatti, è un po' goffa, piena di nevrosi e ansie incontrollabili sul suo futuro e anche sul suo passato. Possiamo dire, forse spingendoci un po' troppo, che questo, è un romanzo di crescita. Il percorso di Eva è un po' tortuoso, ma comunque segna una certa crescita interiore.
E' un'istantanea sulla maggior parte delle trentenni o quasi trentenni, che conosco. Un ritratto di un momento preciso della vita di molte giovani donne di oggi. La storia inizia infatti, poco tempo dopo la laurea di Eva alla sua prima vera esperienza lavorativa. Lo scenario della vicenda, è Follonica, una piccola cittadina della Maremma Toscana. Eva è nata lì ed è lì che ritorna dopo la laurea, conseguita invece, a Roma. Lungo la storia poi, si snodano alcune interessanti dinamiche familiari. La sua, è una famiglia di emigranti. Lei quindi, vive con difficoltà una sorta di doppia identità sin da bambina.Non è napoletana, ma viene da una famiglia di napoletani. Non ne capisce nemmeno bene il dialetto. Tuttavia non è toscana, perché ci sarà anche nata in questa regione, ma è pur sempre cresciuta in una famiglia di emigranti che frequentava quasi esclusivamente emigranti, come spesso accade nella realtà. E poi c'è l'amore. Dio, che casino l'amore. A tutte le età, in ogni parte del mondo. Dove c'è l'amore, c'è una storia da raccontare. Quella di Eva la lascio volentieri a voi lettori.

Perché leggere proprio il tuo libro?
In realtà non esiste un perché. Si legge per puro e semplice piacere. Non ci sono lezioni qui. E' un po' come quando siamo in treno, avete presente? Un estraneo ci siede davanti e senza un reale perché, ci incuriosisce. La nostra mente inizia a vagare. Chi sarà? da dove verrà, ma soprattutto dove andrà? Perché lo facciamo? Per curiosità, perché siamo umani e non possiamo fare a meno di interrogarci. Ecco, questo è il perché da seguire nella lettura di questo libro. Leggete la storia di Eva se vi incuriosisce.

A chi lo consigli? 
Ai curiosi.
[...] Quando finalmente sono fuori dall’edificio della Gull, mi rendo conto di esserne uscita incolume e un riverbero di sole, nello stesso momento, mi riscalda la spalla destra. Decido di fermarmi a comprare una bottiglia di champagne da portare a Gabriele per festeggiare prima di andare a cena, ma mentre mi incammino verso la mia auto, il mio sguardo non può fare a meno di cadere su un bellissimo, chicchissimo abito in vetrina, non c’è il prezzo esposto, brutto segno, ma stasera sono triste nonostante io abbia ricevuto la più bella notizia della mia vita e quindi opto per la decisione di compiere una follia che la mia carta di credito rimpiangerà per il resto della mia vita o per lo meno per il resto del mese. E comunque non stiamo parlando di un qualsiasi abito d’haute couture, qui si parla di un abito di Diane Von Furstenberg che non sarà alta moda, ma è quello che ho sempre sognato: il suo classico modello a portafoglio in jersey nero.

Entro in boutique, con un brivido dietro la schiena dovuto non all’insopportabile differenza di temperatura tra il negozio e l’esterno, ma bensì a quella consapevolezza che sto per spendere metà del mio stipendio per un abito, che di sicuro non mi resteranno i soldi necessari allo champagne ergo dovrò comprare dello spumante al discount a 2 euro e settanta. Ok, piccolo problemino matematico: se guadagno circa 1200 euro al mese e pago circa 300 euro al mese per bollette, tasse e simili più circa 800 euro mensili tra affitto, condominio e viveri e oggi spendo 400 euro per questo favoloso abito che mi è ASSOLUTAMENTE necessario, quanto mi resterà per il resto del mese? Secondo un calcolo approssimativo, circa 100 euro centesimo più, centesimo meno. E allora? Ma sapete quante cose si possono fare con 100 euro in tasca?
Un’ora e trenta minuti dopo, sono in strada con un abito da quasi quattrocento euro in busta e circa dodici tartufi al cioccolato nero nello stomaco, cortese omaggio, della super acida commessa anoressica che, con quella sua aria di superiorità, fingeva interesse per la mia promozione mentre tra sé e sé pensava cosa diavolo indossa questa grassissima ragazza? Una di quelle che se sei una normalissima taglia 42 sei un'obesa. In ogni caso, ho appena speso quattrocento euro e calcolando che non potrò cenare per circa due settimane, credo di essermeli meritati tutti e dodici.
Però devo ammetterlo: sono felice; povera, ma felice e con questo pensiero mi avvio nel traffico della vecchia Aurelia verso casa.
Spero che Michela sia riuscita ad incuriosirvi. Aspetto i vostri commenti!
Buona serata c:

6 commenti:

  1. Mi incuriosiva, poi però ho letto in giro che è impaginato in un modo strano e non lo ho ancora preso!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. oddio, adesso sono curiosa di sapere com'è impaginato xD

      Elimina
  2. Ciao Giuditta, devo dire che sei riuscita ad incuriosirmi. Non conoscevo questo libro ma la storia sembra davvero molto carina e con una pungente ironia. Mi piace ^-^

    RispondiElimina
  3. Questo libro mi ispira molto, spero di riuscire a prenderlo presto :)

    RispondiElimina

Lascia un segno del tuo passaggio. I vostri commenti sono l'anima del blog. Lo spam sarà automaticamente cancellato.