30 gennaio 2018

Recensione "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" di Alice Basso

Ciao lettori! Oggi vi parlo del romanzo di esordio di Alice Basso, il primo volume dedicato alla ghostwriter Vani: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome.

Titolo: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Autore: Alice Basso
Serie: Vani Sarca #1
Pagine: 271
Anno: 2015
Editore: Garzanti
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Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene così. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.

Recensione "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" di Alice Basso

L'estate scorsa non si parlava d'altro nella blogosfera. I libri della Basso sono stati lodati praticamente da tutti i blog che seguo, perciò ero molto curiosa di leggere il primo volume di questa serie così acclamata. Ovviamente ad incuriosirmi c'erano altri fattori, come il fatto che la protagonista fosse una ghostwriter, ma anche quel tocco di giallo (che non guasta mai).

A fregarmi sono state le aspettative. Personalmente speravo di trovare qualcosa che somigliasse vagamente alla serie di Cormoran Stike e,sottolineo, vagamente. A me bastava solo un po' di romance contornato da un po' di mystery e sarei stata contenta. Non che il libro non ne abbia abbastanza, ma è stato proprio il modo in cui sono stati gestiti questi elementi a non piacermi. L'autrice stessa a fine libro dice che aveva queste idee e ha volute inserirle nel libro, ma ciò che non funziona è il fatto che non sono amalgamate bene tra di loro.

Vani divaga un sacco. E lo fa spesso. All'inizio si intuisce che l'autrice lo fa per farci conoscere il personaggio, ma dopo quattro capitoli di nulla un po' ti spazientisci. Dopo, per fortuna, la storia inizia ad ingranare, seppur, come ho già detto, si ha sempre l'impressione che la storia non prosegua secondo uno schema ben preciso. Questo non mi ha permesso inizialmente di entrare in sintonia con la protagonista, che più che divertente l'ho trovata antipaticissima. Non che non mi piacciono i personaggi sarcastici, ma spesso e volentieri Vani distribuisce cattiveria gratuita. Oddio, non è mica la prima ad odiare la gente, ma il fatto che si sentisse superiore e che criticasse continuamente gli altri me l'hanno fatta detestare. Poi dopo l'ennesimo "non me ne frega niente" ti girano un po' i cosiddetti. 

Alla fine Vani non rientra nemmeno lontanamente tra i miei personaggi preferiti, ma di lei ho apprezzato due cose: il fatto che sia un personaggio che pian piano si evolve e che, in generale, fosse ben scritto. Certo, l'autrice ci è andata giù pesante con l'intelligenza - praticamente è descritta come se fosse un genio -, ma ho apprezzato il fatto che comunque subisca un'evoluzione.
Tra l'altro la cosa più ironica è che Vani, per certi aspetti, mi somiglia pure (io non ho mai detto di essere simpatica lol).

Un altro punto interrogativo è Berganza, il commissario. Personaggio gradevole, per carità, ma con lo spessore di un foglio di carta. E' praticamente telepatico, non ha bisogno di comunicare verbalmente con Vani perché lui capisce tutto, socchiude gli occhi e fa il sorrisino (GIURO CHE LO FA IN OGNI SCENA). Riccardo sorprendentemente non mi è dispiaciuto (SECONDO ME E' INNAMORATO!) e sono curiosa di sapere come si evolveranno le cose tra lui e Vani o tra Vani e Berganza, se mai ci sarà un risvolto amoroso tra loro (ma io credo di sì).

Ricapitolando, ho trovato un bel po' di difetti, anche se in parte non mi è dispiaciuto - soprattutto grazie allo stile della Basso che rende quasi piacevole la lettura. Sono ancora indecisa se continuare la serie non solo perché sono curiosa sul fronte romance, ma anche perché voglio sapere se la struttura narrativa del romanzo sia migliorata o meno.

SERIE

#1 L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
#2 Scrivere è un mestiere pericoloso
#3 Non ditelo allo scrittore
#3.5 (?) La ghostwriter di Babbo Natale (racconto)
#4 La scrittrice del mistero

Voi che mi dite di questo romanzo?

22 gennaio 2018

Recensione "Ugo-go-go" di Ilaria Mattioni & Emanuele Racca

Ciao lettori, oggi vi parlo di Ugo-go-go - L'ecuzzo ribelle, una graphic novel che mi ha veramente sorpreso.

Titolo: Ugo-go-go
Autori: Ilaria Mattioni, Emanuele Racca
Pagine: 162
Anno: 2017
Editore: Bao Publishing
Età di lettura: +7
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La Valle degli Ecuzzi è un posto tranquillo... fin troppo tranquillo! Gli Ecuzzi, gli abitanti del luogo, ripetono alla perfezione le parole pronunciate dai Gridoloni, gli strani esseri che vivono dall'altra parte della valle... noi umani! Ugo-go-go, però, è un Ecuzzo diverso da tutti gli altri: lui non ne può più di ripetere le parole degli altri. Una storia divertente, per lettori di tutte le età, sull'affermazione dell'identità e sull'importanza della scoperta.


Recensione "Ugo-go-go" di Ilaria Mattioni & Emanuele Racca

Devo confessare che non ero molto convinta da questa graphic novel principalmente per la scelta cromatica - non amo l'arancione - e invece l'ho adorata veramente tanto, a partire dalla storia per finire ai disegni e sì, anche i colori. 

La storia, seppur rivolta ad un pubblico giovane, mi è piaciuta tanto. L'ho trovato originale, simpatica e ben costruita. Ci troviamo ne La valle degli Ecuzzi, un luogo dove gli umani, i Gridoloni, si recano per sentire l'eco della propria voce. A fare l'eco sono gli Ecuzzi, un popolo quasi leggendario. Il protagonista, Ugo-go-go, è uno di loro, ma è un piccolo ribelle. Si sente stupido a ripetere la fine di ogni parola dei Gridoloni-oni-oni e si rifiuta di seguire la tradizione. 

Alla base della storia c'è proprio questo: Ugo-go-go e il suo rifiuto di seguire qualcosa che viene imposto e\o tramandato. Credo che nella vita prima o poi capiti a tutti di sentirsi dire cosa fare, magari dai genitori stessi che sono i primi che dovrebbero sostenerci. Così come non è una novità che alcune persone *coff coff* gli anziani *coff coff*  facciano fatica ad accettare i cambiamenti, qualcosa che vada contro a quello che loro hanno sempre pensato fosse giusto. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, e alla fine anche un cambiamento radicale può portare qualcosa di positivo.

Arancione, ciano e verde acido sono tre colori che MAI mi azzarderei ad accostare, ma tanto di cappello a Racca perché è riuscito ad equilibrarli in maniera eccezionale. Ogni tavola è una piccola esplosione di colori che ho amato pagina dopo pagina, tant'è che ho messo un segnalibro nelle vignette più belle e ho deciso di rifarle con gli acquerelli. Quei colori che poco mi convincevano alla fine dunque mi hanno conquistata, sono rimasta veramente affascinata come mi è capitato poche volte. 

E infine non posso fare altro che consigliarvi questo libro. A bambini, ragazzi e adulti. Vi lascio il portfolio di Emanuele Racca per farvi un'idea delle sue illustrazioni, in modo che possiate vedere voi stessi la bellezza delle sue creazioni (e decidervi a leggere questa graphic novel!).

Fatemi sapere cosa ne pensate ❤

16 gennaio 2018

Recensione "La tentazione di Laura" di Alessia Esse

Ciao lettori! Oggi vi parlo di un libro che ho letto a fine dicembre. Si tratta de La tentazione di Laura, primo volume della serie Nel cuore di New York scritta da Alessia Esse.

Titolo: La tentazione di Laura
Serie: Nel cuore di New York #1
Autore: Alessia Esse
Pagine: 406
Anno: 2015
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Lei è una nerd. Lui pure.
Si conoscono per caso.
Si piacciono immediatamente.
Finiscono a letto per una notte.
Ma lui è sposato. E lei non lo sa.


Laura Draper ha ventisei anni e lavora come babysitter. Non è il lavoro dei suoi sogni, ma prima o poi riuscirà ad aprire un ristorante, o almeno così dice a se stessa.
Laura è una nerd, e come tale coltiva diverse passioni: legge e cataloga fumetti, prendendosene cura come fossero suoi figli; segue più serie televisive di quante possa contarne su due mani, cercando di indottrinare clienti e amici; decora il suo appartamento newyorkese con LEGO e riproduzioni in scala, e frequenta le convention con cadenza religiosa.
È ad uno di questi eventi, il Comic-Con di New York, che – intenzionata a buttarsi alle spalle il tradimento del suo ex e la possibilità di un nuovo dramma familiare – conosce un ragazzo travestito da Batman. Complici i gusti in comune in fatto di faccende nerd e l’attrazione che provano immediatamente l’uno per l’altro, Laura e Batman finiscono in una camera d’albergo per una notte che diventerà importante per le vite di entrambi.

La tentazione di Laura è un romanzo autoconclusivo. Dato il contenuto di certe scene, la lettura è consigliata ad un pubblico adulto.

14 gennaio 2018

Reading Goals Challenge 2017: i vincitori

Ciao lettori! Finalmente ho avuto il tempo di sistemare tutti i punteggi della sfida e adesso sono pronta per annunciare i vincitori della Reading Goals Challenge 2017!


9 gennaio 2018

Recensione libro "Beastly" di Alex Flinn, rivisitazione de La bella e la bestia

Ciao lettori, oggi vi lascio la recensione di Beastly che, come ho scritto nel titolo del post, è un retelling de La bella e la bestia. Nel 2011 hanno tratto un film da questa storia con protagonisti Alex Pettyfer e Vanessa Hudgens.


Titolo: Beastly 
Autore: Alex Flinn
Pagine:
Anno: 2010
Editore: Giunti

Kyle Kingsbury, ricco, bello e popolare si prende gioco di una ragazza piuttosto bruttina della sua classe di nome Kendra, una vera e propria strega in incognito. Lei allora lo maledice per la sua cattiveria, tramutandolo in una bestia; gli concede però due anni per rompere l'incantesimo, perché pochi istanti prima di trasformarsi, Kyle compie un atto di gentilezza, donando alla ragazza della biglietteria una rosa che la sua partner si era rifiutata di indossare per il ballo. L'unico modo di rompere l'incantesimo e ritornare alla sua bellezza è amare ed essere corrisposto.



3 gennaio 2018

10 buoni propositi per il 2018

Felice anno nuovo! Come ho fatto ad inizio 2017, voglio stilare una lista di buoni propositi per questo nuovo anno (leggi: propositi del 2017) e nello stesso tempo fare un breve riepilogo di come è andato quello passato, senza dilungarmi troppo. Gli obiettivi riguardano sia le letture che la mia vita da blogger. ENJOY!